Disordini Cranio Cervico Mandibolari

Gnatologia NeuroMuscolare

disordini cranio cervico mandibolari (DISORDINI TEMPORO MANDIBOLARI o TMD)- Gnatologia neuromuscolare


I Disordini Cranio Cervico Mandibolari DCCM o disordini temporo mandibolari TMD nella definizione internazionale costituiscono un insieme di condizioni dolorose e/o disfunzionali di natura infiammatoria o degenerativa che interessano le articolazioni temporomandibolari (ATM), la muscolatura mandibolare e le strutture che con esse contraggono rapporti anatomo-funzionali. L'origine dei disordini temporo mandibolari è multifattoriale, per sovrapposizione di malocclusione dentale, fenomeni biologici e psicologici, traumi, stili di vita predisponenti. La dislocazione mandibolare operata dai muscoli per adattare il combaciamento dei denti influenza seriamente la deglutizione e la respirazione e più direttamente la posizione dei capi articolari temporo mandibolariL'aumentata richiesta funzionale che deriva da questi adattamenti è poi causa successiva di sofferenza neuromuscolare dei muscoli masticatori e cervicali con meccaniso tipico della sindrome miofasciale

La gnatologia ha indentificato due diversi modelli patogenetici, apparentemente contrapposti, per spiegare l'origine dei disturbi temporo mandibolari DCCM o TMD, uno di natura parafunzionale, strettamente legato a fenomeni psicologici e a stress, l'altro disfunzionale biomeccanico dovuto alla malocclusione dentale che altera la postura mandibolare e le articolazioni temporo mandibolari. Il solo modello gnatologico psicosociale non permette di spiegare da solo perchè i bite dentali funzionino oltre il solo effetto placebo, la letteratura è sostanzialmente concorde all'utilizzo di questi dispositivi. Al contrario il modello gnatologico biomeccanico generato dall'occlusione dentale non riesce a spiegare perchè segni e sintomi DCCM siano presenti in persone con apparato masticatorio perfettamente integro ed equilibrato. In gnatologia i due modelli vengono spesso presentati come antagonisti ma si integrano ed esaltano in un circolo vizioso patogenetico diverso tra i pazienti, rendendo difficile se non impossibile l'identificazione di una causa unica. 

I segni e sintomi gnatologici più frequenti sono dolore mandibolare e cervicale, cefalea, movimenti mandibolari alterati e limitati, rumori articolari temporo mandibolari. La comparsa dei sintomi gnatologici è acuta, con intensità moderata che spesso evolve positivamente anche in modo spontaneo; talvolta invece, si sviluppa una condizione cronica, con dolore persistente e sintomi fisici, comportamentali e psicologici.

L'approccio clinico gnatologico raccomandato nelle Linee Guida emanate dal Ministero della Salute (Quaderno della Salute n.7 Gen-Feb 2011) e nelle Raccomandazioni Cliniche in Odontostomatologia - (Gennaio 2014) è centrato sull'anamnesi e sull'esame clinico dell'apparato masticatorio. "...Di fondamentale importanza è la verifica della funzionalità occlusale tramite il rilievo delle guide occlusali ed eventuali interferenze dentali. Importante è la verifica della funzione della mobilità mandibolare con l’osservazione del tragitto di apertura e chiusura e la misurazione della capacità di apertura..."

Gli approfondimenti diagnostici gnatologici devono essere prescritti a giudizio del clinico e sono da effettuarsi solo nel caso in cui l'esito degli stessi possa comportare modifiche nell'approccio terapeutico gnatologico. 

Nella maggior parte dei casi i disordini temporomandibolari sono trattati con un approccio gnatologico conservativo. Solo per le alterazioni strutturali non reversibili e danni alle ATM che non rispondono alle terapie conservative possono essere valutate terapie invasive/chirurgiche.

La gnatologia ha identificato anche forme di cronicizzazione del dolore in cui il soggetto può subire una disregolazione centrale che alimenta la persistenza di sintomi periferici attravero un meccanismo di arausal, pericolo e allarme attraverso il rilascio di neurotrasmettitori di tipo eccitatorio, che coinvolgono altri sistemi (immunitario, infiammatorio, vegetativo, psicologico). La contemporanea presenza di segni e sintomi multisistema o riduce notevolmente la possibilità di remissione della malattia.

GNATOLOGIA - EPIDEMILOGIA DCCM

I Disordini Temporo Mandibolari sono significativo problema sociale che colpisce circa il 5-12% della popolazione mondiale costituendo il secondo problema muscolo-scheletrico più frequente dopo il mal di schiena. l sintomi gnatologici sono più frequenti nelle donne (rapporto 4:1) con esordio prevalente tra i 20-40 anni. Nella maggioranza dei casi la comparsa dei sintomi è spontanea per perdita delle naturali capacità di adattamento o per il sopraggiungere di uno degli altri fattori cuasali, ma è frequente anche dopo traumi come da colpo di frusta o in conseguenza di manovre odontoiatriche che alterino la naturale occlusione dentale. 

GNATOLOGIA - Criteri diagnostici internazionali (DC-TMD)

L’analisi clinica gnatologica dei sintomi è divisa in due assi. 

ASSE I prevede l’esame clinico delle articolazioni temporo mandibolari e dei muscoli mandibolari e cervicali, la valutazione dell’ampiezza e delle caratteristiche dei movimenti mandibolari e l’auscultazione e la palpazione delle articolazioni temporo mandibolari. Dalla valutazione clinica gnatologica i DCCM vengono ulteriormente distinti in due grandi divisioni patologiche: 1. pazienti con sofferenza neuromuscolare e vegetativa. 2. pazienti con sofferenza delle articolazioni temporo mandibolari.

ASSE II esamina invece l’impatto che la sintomatologia dolorosa e disfunzionale ha sulla qualità della vita e sulla psiche del paziente esaminato. 

La valutazione gnatologica del paziente viene eseguita per mezzo di questionari al fine di raccogliere la storia anamnestica, scale per la valutazione del dolore e la limitazione funzionale del distretto oro-facciale. Si distinguono i pazienti in base allo specifico tipo di alterazione o disfunzione in modo da identificare gli esami di approfondimento più utili al caso. I pazienti privi di segni gnatologici rilevabili all'esame clinico sono persone che hanno quadri clinici che coinvolgono maggiormente la sfera psicologica, con presenza o meno di specifici sintomi somatici. 

Esami di diagnostica gnatologica per immagine sono utilizzati in gnatologia per determinare il grado di danneggiamento dei tessuti interni delle articolazioni temporo mandibolari (RMN) e dei capi ossei articolari (TC), oltre che per analizzare lo stato della dentatura e permettere l'analisi morfologica del cranio, necessaria a identificare fattori di rischio predisponenti i DCCM.

TMD CARE è un'analisi gnatologica dei sintomi temporo mandibolari organizzata in un questionario unico che indaga sui diversi fattori causali e aiuta a identificare il percorso di trattamento più adeguato.


TMD Care test di valutazione gnatologica dei fattori di rischio e distribuzione dei sintomi temporo mandibolari.

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GNATOLOGIA - PROCEDURE DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE NEI DCCM


Vi siano numerose divergenze sulle procedure diagnostiche e terapeutiche più appropriate in gnatologia, la ricerca di misure obiettive della disfunzione mandibolare e masticatoria rappresenta un valore aggiunto molto utile con tutte le procedure terapeutiche utilizzate. 

Tuttavia non è corretto pensare che la diagnosi gnatologica sia delegata ad uno strumento, la diagnosi gnatologica è sempre clinica da eseguire da un dentista gnatologo, il quale però dovendo rispondere in modo obiettivo sul procedimento diagnostico e terapeutico avrà bisogno di dati oggettivi da anlizzare. 

Nessun strumento è costruito per misurare l'intensità dei sintomi ma per verificare e confrontare paramentri di funzione dell'apparato che indichino il buon effetto delle terapie gnatologiche utilizzate.

kinesiografiaelettromiografiaelettrosonografia sono esami gnatologici che misurano il bilanciamento muscolare, i movimenti della mandibola e i rumori articolari temporo mandibolari in modo obiettivo; sono indicati per determinare il grado di coinvolgimento dell'occlusione dentale nel quadro clinico e indispensabili se si vuole documentare gli effetti terapeutici generati dalla terapia occlusale. 

Lo gnatologo nei casi di disfunzione temporo mandibolare da malocclusione dentale riprisitna l'equilibrio neuromuscolare dell'apparato masticatorio in modo conservativo reversibile con bite Ortotico chiamato neuromuscolare per gli effetti positivi certificati sul sistema motorio mandibolare. L'uso continuato diurno e notturno del bite gnatologico ortotico, specificamente disegnato per caratteristiche estetiche e rispetto della deglutizione e fonazione, permette nell'arco di alcuni mesi di stimolare il naturale processo di guarigione dei tessuti lesionati.

Il controllo completo dei sintomi gnatologici è tuttavia subordinato al controllo anche degli altri fattori scatenanti. Sono indicati trattamenti farmacologici nelle fasi acute e fisioterapici e osteopatici per i quadri patologici ascendenti.