Disordini Cranio Cervico Mandibolari

Gnatologia NeuroMuscolare

L’ortognatodonzia, disciplina che studia le disgnazie dento-maxillo-facciali, ha come finalità primaria quella di intercettare quando possibile una predisposizione patologica, ma anche riequilibrare l'assetto dento alveolare alterato dalla malocclusione ormai conclamata. Relativamente all’eziopatogenesi delle malocclusioni, le alterazioni funzionali (es. le abitudini orali, quali l’interposizione linguale, la suzione del dito, della lingua e della tettarella, le alterazioni posturali, la respirazione orale, etc) rappresentano i fattori ambientali maggiormente implicati nel determinismo delle malocclusioni, in quanto sono in grado di sostenere alterazioni tra muscolatura intraorale ed extraorale, con conseguenti cambiamenti morfo-funzionali a livello dento-alveolare e/o scheletrico. 

In ogni caso il trattamento ortodontico è sconsigliato durante le fasi acute di sintomatologia da DCCM ed è riservato a coloro i quali hanno completato con successo la prima necessaria fase di stabilizzazione mandibolare con bite ortotico.

In ambito ortognatodontico la formulazione del giudizio diagnostico risulta determinante per ottenere una correzione stabile ed efficace nel tempo. Al di là di quadri sindromici, le caratteristiche facciali e dento-mascellari possono essere espressione di un’interazione tra fattori genetici, familiari e ambientali che possono concorrere ad influire su crescita e sviluppo del complesso dento-maxillo-facciale, favorendo l’instaurarsi di malocclusioni (es. sindrome di Classe III). 

La programmazione ortodontica gnatologica inizia partendo dalla ricerca di mantenere un rapporto manibolo-cranico bilanciato e funzionalmente centrato e clinicamente collaudato durante i mesi trascorsi con il bite ortotico. Vengono quindi eseguiti le normali programmazioni sui modelli di studio al fine di valutare la capacità ortodontica di correggere l'interferenza occlusale identificata.

ORTODONZIA SEZIONALE

Quando possibile è preferibile utilizzare l'intervento ortodontico in modo limitato: si può utilizzare l'ortotico in modo da eseguire movimenti ortodontici di singole coppie di denti che danno origine all'interferenza occlusale o al difetto di contatto, mantendo invariata la posizione degli altri elementi non coinvolti. 

Sono tecniche ortodontiche sezionali in cui si utilizzano bottoni ed elastici in modo progressivo fino al raggiungimento del pieno contatto occlusale, mantenendo centrata la mandibola con l'uso dell'ortotico.

GESTIONE DEL PIANO DI OCCLUSIONE

Gestire e orientare il piano mascellare di occlusione sono passaggi fondamentali nella fase di trattamento ortodontico. Livellando il piano di occlusione sia funzione che estetica sono preservate.

Sebbene questa gestione non sia significativamente utile nella fase iniziale con ortoico sono ormai molti i clinici che sostengono l'utilità ortodontica per facilitare il ripristino delle curve di occlusione.