Gnatologia NeuroMuscolare

 

Se si analizzano le risultanti delle forze prodotte dalla contrazione muscolare esercitate dai muscoli elevatori della mandibola è possibile valutare la sollecitazione che grava sull’articolazione temporo mandibolare in modo indiretto. L’azione muscolare è infatti diversa se si osserva la fase dinamica di chisura della bocca o la fase statica di serramento dei denti quando le arcate sono stabilizzate dall’incastro delle cuspidi e delle fosse. Le analisi vettoriali sulle coppie di forze dei singoli muscoli indicano che durante il serramento dentale si sviluppano della forze dislocanti la mandibola in senso posteriore che causa una compressione posteriore dell’articolazione temporo mandibolare, responsabile di artriti e altri comuni dolori temporo mandibolari. Lo squilibrio funzionale tra queste forze rappresenta il principlae fattore patogenetico che sovraccarica l’apparato masticatorio soprattutto nei casi di pazienti bruxisti o serratori.

In condizioni di equilibrio, azione e reazione si bilanciano e non ci sono sollecitazioni gravanti sulle strutture, mentre in condizioni di disequilibrio il sistema reagisce attivando una risposta fisiologica, il compenso. In questa situazione, il complesso dei recettori sensitivi periferici può essere sollecitato a modificare la soglia di attivazione di tutte o alcune unità recettoriali, si modificano le afferenze riferite ai centri d’ideazione del movimento (SNC). Di conseguenza un’alterazione funzionale che si protragga nel tempo può assumere l’aspetto di un’alterazione organica (click articolari, sofferenza parodontale, usura del tavolato occlusale, miofasciti, ecc.). Una qualunque sollecitazione a livello della mandibola, spesso riferibile all’occlusione dentale è in grado di provocare uno scompenso, che può essere identificato attraverso la registrazione dell’attività elettrica dei muscoli elevatori.

 
 
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