punti trigger miofasciali

CLINICA DEI PUNTI TRIGGER

Il dolore proiettato dai punti trigger miofasciali è solitamente sordo, e crea molta sofferenza; è spesso profondo con intensità variabile, da un disturbo di bassa intensità ad un dolore torturante, grave e invalidante. Può manifestarsi a riposo o solo durante il movimento. Il dolore proiettato può solitamente essere evidenziato, o aumentato di intensità, premendo con un dito sui Punti Trigger. Più è ipersensibile il Trigger, più intenso e costante sarà la sua distribuzione topografica.

L’allungamento passivo o attivo del muscolo causa dolore mentre si apprezza che la possibilità di allungamento del muscolo è limitata. La massima forza contrattile è diminuita. La pressione digitale provoca il “segno del salto”, la palpazione a scatto del TP evoca una rapida contrazione locale. Dolenzia profonda e proiezione del dolore sono evocabili alla palpazione. Disturbi funzionali non sensitivi (pallore e iperemia di ritorno, sudore, pelle d’oca..) e il fenomeno della dermografia, ossia la formazione di arrossamento cutaneo nell’area di palpazione permangono per alcuni minuti.

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MAPPATURA PUNTI TRIGGER DELLA TESTA E DEL COLLO

la “X” indica la sede del punto trigger nel muscolo colpito mentre l’area in rosso è la sede di proiezione del dolore. Il dolore muscolare riferito è spesso lontano dalla sede di origine del punto trigger generando così un dubbio diagnostico molto frequente.

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