Disordini Cranio Cervico Mandibolari

Gnatologia NeuroMuscolare


La deglutizione è un atto neuromuscolare complesso che consente la progressione e il trasporto del bolo alimentare o di liquido dalla cavità orale verso le vie digestive inferiori. È un atto che può avvenire sia volontariamente, durante l’assunzione degli alimenti, sia passivamente, in seguito a stimolazione da parte di secrezioni salivari. È stato calcolato che vengono mediamente eseguiti più di 1000 atti deglutitori in una sola giornata. 

La deglutizione viene suddivisa in fasi cronologicamente successive e distinte, con riferimento alle regioni anatomiche: 1. Stadio orale 2. Stadio faringeo 3. Stadio esofageo. La fase orale di pertinenza odontoiatrica è controllata volontariamente, le due fasi successive sono invece di tipo involontario. Durante la fase di preparazione orale la lingua opera un movimento verso l’alto e indietro, in un’azione sequenziale di srotolamento verso il palato, spingendo così il bolo in faringe. Caratteristiche della deglutizione di tipo adutlo durante la fase orale: 1. Punta della lingua sulle rughe palatine, ossia indietro rispetto agli incisivi superiori 2. Dorso della lingua sul palato duro che si appiattsce spingendo il bolo in faringe 3. Contrazione dei muscoli masticatori che stabilizzano la mandibola 4. Muscolo mentoniero passivo 5. Muscolo orbicolare passivo o con modeste contrazioni 6. Arcate dentarie in occlusione.

La deglutizione è un meccanismo neuromuscolare soggetta a una maturazione fisiologica durante la crescita di un individuo, passando da una deglutizione infantile a quella adulta o matura. Nel lattante la deglutizione è caratterizzata dall’azione di succhiamento, determinata dalla funzione della bocca e della faringe, in cui avviene la ricerca del capezzolo e la sua prensione. Il neonato deglutisce senza alcun contatto labiale, senza alcuna attivazione della muscolatura masticatoria, quindi con le arcate dentarie semiaperte, sollevando la mandibola che spinge la lingua verso l’alto; la punta della lingua si ricurva e comprime il capezzolo contro il palato duro. Il punto cardine del passaggio ad una deglutizione di tipo adulto è dato dall’eruzione degli incisivi superiori ed inferiori che vanno a ridurre lo spazio disponibile per la lingua. Inoltre la maturazione dell’atto deglutitorio è dato anche da un successivo sviluppo neuromuscolare e dal passaggio a una alimentazione di tipo solido: intorno ai due anni la maggior parte dei bambini portano a compimento le fasi principali per il passaggio ad una deglutizione matura.

Per deglutizione atipica si intende una qualsiasi alterazione o anomalia del distretto neuromuscolare sopradescritto. Queste alterazioni o anomalie non sono necessariamente dovute ad una patologia ma possono essere spesso provocate da “cattive abitudini” (suzione del dito, delle labbra, del ciuccio, della lingua, oppure il bruxismo e l’onicofagia) che si stabilizzano nel tempo per persistenza dei meccanismi di deglutizione infantile in età adulta. Nel soggetto con deglutizione atipica durante l’atto deglutitorio si potrà notare: 1. Lingua interposta tra le arcate, anteriormente e lateralmente, o punta della lingua contro gli incisivi superiori o inferiori, con spinta linguale in avanti. 2. La porzione mediana della lingua spinge lateralmente allontanandosi dal palato 3. Labbra incompetenti o ipotoniche, o contatto ipertonico, con contrazioni dell’orbicolare visibili durante l’atto deglutitorio. 4. Mancanza di stabilizzazione occlusale della mandibola, con assenza di contrazione dei muscoli masticatori. 5. Contrazione del muscolo mentoniero. 

Quindi la lingua si muove in avanti in maniera eccessiva e talvolta assume una posizione troppo arretrata o troppo avanzata in condizioni di riposo. A riposo il soggetto può tenere la lingua tra i denti anteriori, a volte addirittura un po’ protrusa al di fuori della bocca, oppure in posizione bassa tra l’arcata inferiore. La corretta postura della lingua sia durante la deglutizione sia a riposo deve essere sempre sulle rughe palatali dietro gli incisivi superiori e non deve assolutamente spostarsi in avanti o lateralmente. Se persiste nel tempo questa anomalia neuromuscolare è capace di alterare la crescita scheletrica delle ossa mascellari con spostamenti dentali che sono l'espressione ultima e più visibile della disfunzione e l'origine della malocclusione. Per questo motivo i trattamenti non sono rivolti solo alla correzione anatomica della malocclusione ma anche alla necessaria rieducazione logopedica della lingua.

ESAME POLIGRAFICO DELLA DEGLUTIZIONE 


L'esame della fase orale della deglutizione si chiama poligrafico perchè monitora contemporaneamente parametri elettromiografici dei muscoli mandibolari e sottomandibolari e misura i movimenti mandibolari che avvengono durante la fase di stabilizzazione della mandibola osservati nei tre piani dello spazio. 

In condizioni fisiologiche la mandibola si sposta dalla posizione di riposo alla posizione di massima intercuspidazione dei denti dove rimane stabile e ferma per tutta la durata del tempo in cui i muscoli sovraioidei alzano l'osso ioide permettendo l'apertura dell'epiglottide. La deglutizione viene pertanto analizzata per durata e coordinazione muscolare oltre che per capacità di stabilizzazione in posizione di intercuspidazione, potendo così identificare i casi di interposizione della lingua e delle guance tra i denti.  


CARATTERISTICHE MUSCOLARI E SCHELETRICHE DELLA DEGLUTIZIONE ATIPICA


Nella figura sono mostrate differenti malposizioni della lingua nella deglutizione atipica che agiranno in modo diverso sulla posizione dei denti e dunque sulla malocclusione dentale. Sono caratteristiche comuni della deglutizione atipica l'ipertono del muscolo mentoniero e orbicolare per garantire una deglutizione sufficiente, una conformazione del viso allungata causata dall'aumento di divergenza scheletrica e dalla costante necessità di interporre la lingua in avanti o sui denti inferiori. Edema palpebrale e difficoltà respiratoria dal naso sono caratteristiche associate all'iposviluppo mascellare che conseguentemente porta a atrofia dei turbinati e cattiva areazione della tuba di eustachio.