L’osteoartrosi dell’articolazione temporo-mandibolare (OA-ATM) è una patologia degenerativa cronica non infiammatoria (sebbene possa presentare fasi infiammatorie secondarie) caratterizzata dalla progressiva degradazione della cartilagine articolare, dal rimodellamento dell’osso subcondrale e dalla perdita dell’integrità strutturale del disco e dei tessuti capsulo-ligamentosi.

Meccanismo di Origine (Eziopatogenesi)

L’osteoartrosi dell’ATM si sviluppa quando il carico meccanico applicato all’articolazione supera la capacità di adattamento e riparazione dei tessuti articolari.

1. Sovraccarico Meccanico e Micro/Macrotraumi

  • Parafunzioni e Bruxismo: Il serramento o il digrignamento prolungato dei denti genera una pressione endoarticolare costante che compromette la vascolarizzazione e il nutrimento della cartilagine per diffusione.
  • Incoordinazione Condilo-Discale Cronica: Una lussazione discale non riducibile dura nel tempo (close lock cronico) priva il condilo della protezione idrodinamica del disco, portando allo sfregamento diretto tra le superfici ossee condilari e la fossa temporale.
  • Esiti di Traumi e Fratture: Macrotraumi diretti sul mento o esiti di fratture condilari alterano irreversibilmente la congruenza articolare, innescando un processo degenerativo precoce.

2. Cascata Fisiopatologica Degenerativa

  • Fissurazione della Cartilagine: L’eccesso di carico causa la perdita di proteoglicani e l’attrito meccanico, determinando la comparsa di fissurazioni sulla superficie cartilaginea.
  • Rimodellamento Osseo Subcondrale: L’osso sottostante risponde al carico anomalo formando osteofiti (sponi ossei al margine condilare), erosioni, sclerosi subcondrale e cisti sottocartilaginee (geodi).
  • Sinfonia Infiammatoria Secondaria (Sinovite): I detriti cartilagenei e ossei rilasciati nel liquido sinoviale stimolano la membrana sinoviale, innescando una produzione di citochine pro-infiammatorie (IL-1, TNF-$\alpha$) che accelerano ulteriormente la distruzione tissutale.

Manifestazioni Cliniche e Semeiotica

  • Crepitio e Sfregamento Articolare: È il segno patognomonico dell’artrosi. All’auscultazione o alla palpazione dell’ATM, si avverte un rumore continuo e ruvido (simile al camminare sulla neve fresca o alla sabbia che sfrega), dovuto al contatto diretto tra superfici ossee irregolari e de-cartilaginee.
  • Dolore Articolare: Solitamente di tipo gravativo e profondo, acuito dalla masticazione, dalla fonazione prolungata o dai movimenti di massima apertura. Può presentare picchi acuti durante le fasi di sinovite reattiva.
  • Limitazione Funzionale e Deviazione: L’apertura della bocca risulta ridotta e rigida (end-feel duro). La mandibola devia costantemente verso il lato affetto durante l’apertura.
  • Cefalea e Dolore Riferito: Sensazione di tensione nella regione temporale, cervicalgia e otalgia riflessa.

Diagnostica per Immagini

  • TC Cone Beam (CBCT) o TC Spirale: Rappresenta l’esame d’elezione per lo studio della componente ossea. Evidenzia con precisione appiattimento condilare, erosioni corticali, osteofiti anteriori/laterali e riduzione dello spazio articolare.
  • Risonanza Magnetica (RM): Utile per valutare lo stato di perforazione o degenerazione del disco interarticolare, l’assottigliamento della cartilagine e la presenza di versamento sinoviale (segno di infiammazione acuta).

Approccio Terapeutico Integrato

La terapia dell’osteoartrosi dell’ATM mira a arrestare la progressione del danno, ridurre il dolore e ripristinare la funzionalità masticatoria:

  1. Gestione Farmacologica: FANS e analgesici nelle fasi dolenti acute; integratori di acido ialuronico o glucosamina per via sistemica o infiltrazioni intra-articolari di acido ialuronico (viscosupplementazione) o PRP (Platelet-Rich Plasma) per lubrificare l’articolazione e stimolare la riparazione.
  2. Terapia Gnatologica (Bite Interocclusale): Confezionamento di una placca di svincolo/decompressione per scaricare il peso gravante sull’ATM, ridurre il bruxismo e creare uno spazio fisiologico tra le superfici ossee.
  3. Arthrocentesi e Lavaggio Articolare: Procedura minimamente invasiva in anestesia locale per lavare la cavità articolare, rimuovere i detriti degenerativi e le citochine infiammatorie, seguita dall’iniezione di sostanze lubrificanti.
  4. Fisioterapia Cranio-Mandibolare: Esercizi di rieducazione motoria dolce per mantenere il range di movimento, evitare l’anchilosi e decontrarre i muscoli masticatori compensatori.

Sebbene non sia possibile prevedere i tempi e l’intensità di tali complicanze la degenerazione artrosica può portare a quadri clinici severi fino all’anchilosi ATM, ossia all’annullamento dei movimenti articolari a causa della parziale o totale fusione dei tessuti articolari

L’artrosi mandibolare è un processo patologico da considerare irreversibile e resistente ad ogni terapia conservativa. Tuttavia grazie alla naturale capacità di adattamento dei tessuti che ci accompagna per tutta la vita questi fenomeni possono essere ridotti con un riposizionamento mandibolare idoneo a garantire una decompressione articolare non di tipo meccanico ma funzionale per detensionamento del muscolo pterigoideo esterno che ne governa la mobilità e la stabilizzazione del condilo dentro la fossa glenoide.

L’obiettivo è quello di attenuare molto i sintomi dell’artrosi temporo-mandibolare fino anche a permettere un rimodellamento anatomico dei tessuti lesi senza ausilio di chirurgia ATM.

Pertanto prima di ricorrere alla chirurgia diviene consigliabile l’utilizzo di un riposizionatore mandibolare ipercorrettivo o altrimenti dell’ortotico neuromuscolare bilanciato che stimoli tale naturale recupero funzionale e la guarigione dei tessuti lesi.


Perforazione del disco articolare

L’artrosi temporo-mandibolare inevitabilmente crea una superficie di contatto ossea tra i capi articolari che durante il movimento di apertura generano un tipico rumore di sfregamento che viene definito di crepitio per frizione dei tessuti duri.

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L’artrosi temporo-mandibolare inevitabilmente crea una superficie di contatto ossea tra i capi articolari che durante il movimento di apertura generano un tipico rumore di “sabbia”, registrabile con elettrosonografia ATM e rilevabile clinicamente alla palpazione articolare temporo-mandibolare.

Il sintomo più frequente è il dolore che si accentua con il movimento e si riduce col riposo, distinguibile in dolore infiammatorio per la parte evocata dalla liberazione di mediatori dell’infiammazione, e dolore neuropatico per la quota parte di degenerazione delle terminazioni nervose sensoriali. Il dolore non è sempre presente e talvolta anche le limitazioni in apertura sono minime ma rappresenta terreno di facili artriti infiammatorie secondarie che causano improvvisi peggioramenti dei sintomi.