Il blocco temporomandibolare in apertura (noto anche come Open Lock, lussazione acuta dell’ATM o sublussazione) è una condizione d’emergenza gnatologica caratterizzata dall’impossibilità improvvisa e dolorosa di richiudere la bocca. Si verifica quando il condilo mandibolare trasla oltre l’eminenza articolare temporale e vi rimane bloccato davanti, impedito nel suo ritorno dalla barriera anatomica e dallo spasmo muscolare riflesso.

Meccanismo di Origine e Fisiopatologia

Il blocco in apertura si innesca in seguito a un movimento di iperestensione della bocca (es. sbadiglio ampio, risata prolungata, manovre odontoiatriche estese o intubazione endotracheale) o a un trauma diretto sul mento a bocca aperta.

  • Iperescursione Condilare: Il condilo supera il punto di massimo scorrimento fisiologico oltre il diaclasia dell’eminenza articolare.
  • Intrappolamento e Spasmo Muscolare: Una volta superata l’eminenza, i muscoli elevatori della mandibola (massetere, temporale e pterigoideo mediale) entrano in un violento spasmo difensivo (trisma). La contrazione involontaria di questi muscoli spinge il condilo verso l’alto contro la parete anteriore dell’eminenza, serrandolo nella posizione lussata e impedendone il rientro nella fossa glenoidea.
  • Lassità Ligamentosa Concomitante: È una condizione particolarmente frequente nei soggetti affetti da ipermobilità articolare o lassità dei legamenti capsulari dell’ATM.

La Lussazione temporo mandibolare anteriore o blocco mandibolare aperto merita un accenno a parte poiché classificato tra i disturbi extra capsulari ossia quelli che colpiscono i legamenti esterni dell’articolazione mandibolare e la capsula articolare offrendo al condilo mandibolare la possibilità di avanzare oltre i normali limiti anatomici o di fuoriuscire lateralmente alla massima apertura orale. Tale evenienza può associarsi a rumori di vario genere e grado definiti di schiocco tipicamente avvertibili da una persona vicina che sopraggiungono nell’ultimissima fase di apertura orale. Questo schiocco si associa a un’apertura orale esagerata causata dall’eccesivo scivolamento anteriore dei condili mandibolari. Nella maggior parte dei casi la riduzione della mandibola è spontanea ma se non avviene può essere necessaria una manovra di riposizionamento di chiusura della bocca e in questo caso si parla di lussazione completa ATM.

Questi schiocchi sono spesso causati dal cedimento della capsula articolare anche in virtù della costituzione personale e non necessariamente richiedono un intervento terapeutico; un grado soddisfacente di convivenza è raggiungibile adottando norme comportamentali idonee. Rimane tuttavia necessario distinguere questa specifica manifestazione dai rumori generati dal disco articolare interno chiamato click temporo mandibolare che possono coesistere in modo indipendente alla lussazione vera e propria.


Manifestazioni Cliniche e Semeiotica

Il quadro clinico dell’Open Lock è acuto e drammatico per il paziente:

  • Impossibilità alla Chiusura: Il paziente si presenta con la bocca spalancata e bloccata, incapacitato a far combaciare i denti.
  • Deviazione Mandibolare:
    • Forma Bilaterale: La mandibola è proiettata in avanti (protrusione rigida) con morso inverso anteriore o impossibilità totale di contatto dentale.
    • Forma Monolaterale: La mandibola devia in modo marcato verso il lato sano (opposto a quello lussato).
  • Segno della “Fossa Vuota”: Alla palpazione preauricolare si riscontra un evidente avvallamento o depressione cutanea subito dietro il polo condilare scivolato in avanti.
  • Impotenza Funzionale ed Dolore: Severa difficoltà nella fonazione, incapacità di deglutire la saliva (scialorrea) e dolore acuto nella regione preauricolare da sovraccarico della capsula articolare.

Gestione e Trattamento d’Emergenza

La risoluzione del blocco richiede un intervento tempestivo per evitare la cronicizzazione dello spasmo muscolare e il danno ai tessuti periarticolari:

  1. Manovra di Sblocco Manuale (Manovra di Nélaton): È la procedura d’elezione. L’operatore posiziona i polThumbs protetti sui molari inferiori e spinge saldamente la mandibola verso il basso (caudale) per superare l’ostacolo dell’eminenza, e poi all’indietro (retrusione) per riposizionare il condilo nella fossa glenoidea.
  2. Sedazione o Miorilassanti: Nei casi in cui lo spasmo muscolare sia particolarmente severo o il paziente sia in uno stato di forte ansia, può essere necessaria la somministrazione di miorilassanti o un’anestesia locale periarticolare prima della manipolazione.
  3. Protocollo Post-Sblocco:
    • Applicazione di una fasciatura di sostegno o mentoniera per limitare l’apertura nelle prime 48 ore.
    • Dieta morbida/liquida ed evitamento di ampi movimenti della bocca (sbadigli controllati).
    • Valutazione gnatologica per il confezionamento di un bite interocclusale volto a stabilizzare l’articolazione e prevenire le recidive.

Sub-lussazione temporo mandibolare

Si definisce sub-lussazione temporo mandibolare quella condizione patologica considerata “borderline” tra fisiologia e patologia conclamata in cui la mandibola aprendosi raggiunge i propri limiti articolari in modo fisiologico ma poi viene meno la capacità di contenimento articolare della capsula, causando uno scivolamento del condilo dentro la fosse glenoide.

Questa condizione è generata da una aumentata elasticità della capsula e dei legamenti esterni dell’articolazione temporo mandibolare ma non tale da portare al superamento dei limiti anatomici tipici della lussazione completa.

Tipicamente questa condizione di osserva in giovani donne con predisposizione genetica alla anomalie dei legamenti articolari di tutto il corpo e più frequentemente in adolescenza durante il picco di crescita scheletrico.

Talvolta viene confusa questa condizione clinica con la sublussazione del disco articolare interno alle articolazioni temporo mandibolare ad identificare una condizione sempre borderline tra fisiologia e patologia per errata posizione del disco temporomandibolare che è clinicamente non diagnosticabile. Questa seconda condizione clinica è riferita al click temporomandibolare.